Vangelo secondo Luca 7,11-17
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.
MORTE E VITA
Non ogni figlio morto in giovane età viene risuscitato da Gesù. Tuttavia, la sua vicinanza, la sua compassione e la sua parola: “Non piangere”, è di grande consolazione. Gesù apre alla vita del Paradiso, vita vera e piena per la quale siamo nati. Gesù non ha risuscitato Piergiorgio Frassati morto a 24 anni, o Carlo Acutis morto a 14 anni. Tuttavia la loro vita e la loro morte stanno producendo frutti grandiosi. “Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore”.