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 31 Agosto 2025 XXII DOMENICA, Tempo ordinario, Anno C; + San Giuseppe D’Arimatea e San Nicodemo, amici di Gesù; + San Raimondo Nonnato, religioso mercedario, Portell, Spagna, 1200 – Cardona, Spagna, 31 agosto 1240

Vangelo secondo Luca 14,1.7-14

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

INVITATI PER CONDIVIDERE

Siamo invitati al banchetto della vita non per godere da soli dei nostri beni, distanziandoci da chi non li ha, ma aprendo cuore a mani verso le persone che vivono e lavorano con noi, e verso chi non gode degli stessi beni. La pace e la giustizia cominciano dalle nostre famiglie e comunità e luoghi di lavoro. L’unità eucaristica della Messa ci addestra a riconoscere gli altri come fratelli e sorelle, per condividere il bene della fede e ogni altro bene. Così i nostri nomi vengono ‘scritti in cielo’.

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