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Giovedì 28 agosto 2025, + Sant’Agostino, dottore della Chiesa, Tagaste, Numidia (Algeria) 354 – Ippona 429

Vangelo secondo Matteo, 24, 42-51

In quel tempo, Gesù parlò dicendo: Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà. Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l'incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! In verità vi dico: gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni. Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi, arriverà il padrone quando il servo non se l'aspetta e nell'ora che non sa, lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti.

L’INCONTRO DI SALVEZZA

Per Sant’Agostino il Signore si è svelato nella lunga ricerca della sua giovinezza, fino all’incontro decisivo con il vescovo Ambrogio e la comunità cristiana di Milano. Non era bastata al grande filosofo e oratore la ricerca nei filosofi del passato e nelle attrattive del presente. L’attesa del suo cuore, indagato con passione e profondità, l’ha spalancato a riconoscere la verità che veniva da fuori di lui e si è concretizzata in un incontro personale. Un avvenimento di grazia che continua a ripetersi.

 

 

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