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Lunedì 11 agosto 2025; + Santa Chiara d’Assisi, seguace di San Francesco, 1194-1253

Vangelo secondo Matteo, 17, 22-27

In quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse loro: «Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati. Venuti a Cafarnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tassa per il tempio e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa per il tempio?». Rispose: «Sì». Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?». Rispose: «Dagli estranei». E Gesù: «Quindi i figli sono esenti. Ma perché non si scandalizzino, và al mare, getta l'amo e il primo pesce che viene prendilo, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala a loro per me e per te».

LO SGAMBETTO DI GESU’

Gesù prende su di sé la nostra condizione non assumendo una natura umana ideale, ma diventando uomo concreto, fino ad essere ‘consegnato nelle mani degli uomini’ e venire ucciso. Vive una vita talmente concreta, inserita nel contesto umano, da sottoporsi al pagamento delle tasse per il tempio. Tuttavia, Gesù va oltre la condizione umana superando il muro della morte con la risurrezione. E si permette anche di fare uno sgambetto agli esattori delle tasse, prelevando la moneta dalla bocca di un pesce.

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