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Mercoledì 5 maggio 2021 Nostra Signora dell’Europa Sant’Angelo da Gerusalemme, martire,  Gerusalemme 1185-Licata, Agrigento 1225  

Vangelo secondo Giovanni 15,1-8

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

SIAMO SUOI

E’ bello riprendere oggi il Vangelo di domenica scorsa. La vite che è Gesù è ben piantata nel terreno della storia e desideriamo che fiorisca nella nostra vita. Gesù ci stimola a crescere, per dare gloria al Padre con i frutti che crescono dal fatto che siamo suoi discepoli. Con umiltà e decisione, ogni giorno ripartiamo con la coscienza di essere suoi, con un compito semplice e straordinario: aprire la nostra libertà alla sua azione nella nostra vita.