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UN LUNGO PERCORSO

La lettura continua del vangelo di Luca nei giorni feriali permette di percorrere i giorni e le ore di Gesù. Dopo la preghiera del sabato nella sinagoga di Cafarnao, sulla riva del lago di Tiberiade, Gesù va nella casa di Pietro. Sùbito opera un miracolo ‘casalingo’. Giunta la sera, cioè finito il giorno festivo che esigeva un riposo totale, la gente gli conduce persone malate nel corpo e nello spirito. La mattina dopo Gesù è già partito. Un lungo percorso lo conduce dalle strade della Galilea fino a noi. ...continua a leggere "Mercoledì 31 agosto 2016 – San Raimondo Nonnato, Spagna 1200-1240"

STUPITI DEL SUO INSEGNAMENTO

Gesù insegna a tavola, in strada, nella sinagoga. Parla in modo diretto e immediato, affronta situazioni e questioni senza ambiguità e reticenze, prendendole di petto. Spiega la vita e insegna a vivere. La gente se ne accorge e riconosce l’autorità di Gesù, che si esprime come sapienza e convinzione. Ma non basta. La parola di Gesù non solo insegna, ma opera. “Comanda con autorità e potenza” vincendo la presenza e l’azione degli ‘spiriti impuri’, cioè di Satana. Siamo stupidi e attratti dall’autorità di Gesù che convince attraverso parole e opere. ...continua a leggere "Martedì 30 agosto 2016 – Beato Alfredo Idelfonso Schuster, arcivescovo di Milano 1880-1954"

Il PRIMO

Giovanni Battista precede tutti e a tutti prepara la strada, nella nascita e nella morte: nel martirio!
Il ‘potere’ di Erode, mescolato alla decadenza morale, toglie di mezzo il testimone scomodo. Il martirio di Giovanni Battista apre – anzi prosegue - una strada che viene molto battuta nella storia, specie in quella dei cristiani, discepoli del Crocifisso. Gesù, che dona la vita, vale la vita. Egli rende dignitoso il vivere e il morire. Non solo in faccia al mondo o sui libri di storia, ma nella realtà dell’esistenza: in Lui nasciamo, viviamo, moriamo, risorgiamo. ...continua a leggere "Lunedì 29 agosto 2016, Martirio di San Giovanni Battista"

Alla Messa per le vittime del terremoto, il vescovo D'Ercole ha citato un episodio dal Don Camillo di Guareschi:

“C’è una pagina nella bellissima avventura di Don Camillo che narra di una sera malinconica nella quale questo originale parroco dovette affrontare il dramma di un’alluvione che aveva complicato terribilmente la speranza della sua gente. Leggo dal libro di Giovannino Guareschi: ‘la porta della Chiesa era spalancata, si vedeva la piazza con le case allagate e il cielo grigio e minaccioso. Fratelli, disse Don Camillo, le acque escono tumultuose dal letto del fiume e tutto travolgono, ma un giorno esser torneranno placate nel loro alveo e ritornerà a splendere il sole. E se alla fine voi avrete perso ogni cosa, sarete ancora ricchi se non avrete perso la Fede in Dio, ma chi avrà dubitato della bontà e della giustizia di Dio sarà povero e miserabile anche se avrà salvato ogni cosa. Don Camillo parlò a lungo nella Chiesa devastata e deserta e intanto la gente immobile sull’argine guardava il campanile, diffidente, come in questi momenti. E’ giusto. Ma perché Dio fa questo. E continuò però a guardarlo questo campanile, vennero i rintocchi dell’elevazione, le donne si inginocchiarono, le campane suonarono. Amici, le torri campanarie dei nostri paesi che hanno dettato i ritmi dei giorni e delle stagioni sono crollate, non suonano più, ma un giorno riprenderanno a suonare e sarà il giorno della Pasqua”.

IL NOSTRO POSTO

Qual è il nostro posto nella vita? Quante volte abbiamo la pretesa di cambiare il posto in cui siamo, perché lo sentiamo inadatto? Spesso non è in gioco solo il desiderio legittimo di migliorare la propria condizione, quanto piuttosto l'orgoglio e l'insaziabilità. Quale posto possiamo desiderare nella vita se non quello che ci è stato affidato, quello che è determinato dalla nostra vocazione e che apre la strada alla realizzazione della nostra vita? Quando riconosciamo il ‘nostro posto’, apriamo il cuore ad accogliere e ospitare altri, senza la pretesa del contraccambio. ...continua a leggere "28 agosto 2016 – Domenica XXII durante l’anno C – Sant’Agostino Vescovo, 354-430"

UN DONO DA FRUTTIFICARE
Potrebbe essere un ‘caso’, certo è che in questi giorni i Vangeli raccontano parabole che considerano il dono della vita, misurano le ore dell’attesa, calcolano il numero dei talenti. Veniamo messi di fronte a un Altro: il re, lo sposo, il padrone. La vita, con tutti i suoi beni, non ce la siamo data noi; siamo chiamati a bene usarla portando frutto. Una vita fragile preziosa: Dio ce la dona ogni giorno come un talento da far crescere fino al compimento del Paradiso. Lo testimonia anche la paziente attesa di Santa Monica. ...continua a leggere "Sabato 27 agosto 2016, Santa Monica, madre di S.Agostino, Algeria, 331, Roma 387"

di Costanza Miriano

È ingiusto fare una classifica del dolore, però non c’è niente da fare: ci colpisce quello che per qualche motivo avvertiamo più vicino. Anche io mi sdegno perché i miei colleghi, giornalisti, danno diverso peso specifico ai morti nel mondo: un parigino vale, a occhio e croce, una novantina di nigeriani. Ogni volta mi ci arrabbio di nuovo, ma poi faccio anche io lo stesso: credo che sia inevitabile. Il nostro cuore non è infinito come quello di Dio, possiamo tenere solo alcuni legami, affezionarci ad alcune cose, sentirci vicini ad alcune persone. Guardando le immagini di altri terremoti non mi sono angosciata tanto. Forse non mi fa onore, ma è così.

Invece da quando, la notte scorsa, ci ha svegliati il cellulare di mio marito nel cuore della notte – lo chiamavano a Saxa Rubra per un’edizione straordinaria del tg – non riesco a pensare ad altro. – Che succede? – Devo andare al tg, andiamo in straordinaria. – Perché? – Un terremoto. – Ah, ho detto, rigirandomi e riaffondando la testa nel cuscino, pronta a dormire le altre quattro ore che mi spettavano. – Ma dove, scusa? La domanda balena da quel residuo di coscienza che rimane anche nel sonno. – Ad Amatrice.

Ma noi abbiamo trascorso lì le vacanze più belle degli ultimi anni, con le persone più care, eravamo lì poco fa, non è possibile, quello è il posto dei giorni belli, degli amici, delle passeggiate, delle salsicce. Non è vero. Non si può certo dormire, adesso. ...continua a leggere "CHE VADANO IN PARADISO"