Vai al contenuto

Buon inizio dell’anno scolastico!!

Vangelo secondo Luca 6, 20-26

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti.

DI FRONTE AL MONDO

Dopo la chiamata degli apostoli e l’ incontro con la folla, Gesù annuncia: Beati voi poveri, voi affamati, voi che piangete, voi perseguitati. Lo ribadisce anche al rovescio: Guai a voi ricchi, sazi, allegri, lodati. Perché? Solo chi è cosciente del proprio bisogno, incontra la risposta di Cristo. Solo chi sperimenta un vuoto, si apre a domandare. Solo chi è ‘povero’ potrà godere della beatitudine promessa da Cristo. Chi crede di avere già tutto, rimane nella propria ‘sufficiente’ tristezza.

 

Occhi vivi e cuore aperto per ascoltare la chiamata….

Vangelo secondo Luca 6,12-19

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

I DODICI

Accompagnati dall’evangelista Luca, seguiamo i passi di Gesù. Dopo una notte di preghiera di fronte a Dio Padre, Gesù compie la grande scelta che apre il futuro della sua presenza e della sua azione tra gli uomini: la chiamata dei dodici apostoli. E’ come porre il fondamento della casa, come aprire il primo rigagnolo del fiume che è la Chiesa. D’ora in poi, tutta la vita di Gesù si svolge in compagnia dei ‘dodici’. Inizia la missione che ha raggiunto e coinvolto anche noi.

 

Il dono di una nuova settimana!! Vivere con responsabilità e condivisione...

Vangelo secondo Luca 6,6-11

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

LA MISURA DELLA CARITA'

La controversia sul riposo del sabato, che impediva ogni azione ‘lavorativa’, offre ogni volta a Gesù l’occasione di dichiarare il valore della persona e di attuare il precetto della carità. Con un filo di ironia, Gesù sottolinea che il male si può pur fare di sabato; perché dunque non fare il bene? Perché non salvare una vita e non aiutare a vivere? Gesù supera ogni legge che limita la carità. Egli ci dona la misura per vagliare ogni legge umana e ogni comportamento considerato ‘legale’.

Buona domenica, con Gesù in mezzo a noi, due o tre o tanti di più….

Vangelo secondo Matteo 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

UNA CHIESA DAL BASSO

Bastano due o tre persone a fare la Chiesa, cioè a esprimere il segno della presenza del Signore Gesù nel mondo. Due o tre persone riunite nel Suo Nome! Questo piccolo segno viene determinato dalla libertà delle persone in una famiglia o tra amici, in modo permanente o occasionale. Non si tratta di un elemento isolato. Come la cellula nel corpo, i due-tre partecipano del calore e dell'umore, del sangue e del respiro dell'intera struttura. L’immersione vitale nella piccola compagnia non chiude il cerchio dei rapporti, ma li apre e li rinnova. Lo si verifica soprattutto quando insorgono quelle frizioni e quei contrasti che non si risolvono all’interno del gruppetto. E’ provvidenziale allora potersi riferire alla comunità più vasta e all’autorità più evidente. Quando avviene questo passaggio, Gesù promette che la decisione umana trova conferma in cielo.

Vivere avvenimenti come l'incontro con i russi ieri sera, aiuta vivere...                               Buona vigilia della Domenica!

Vangelo secondo Luca 6,1-5

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

QUALE LEGGE?

Si può persino essere schiavi delle leggi: leggi ingiuste e inumane, superate tutte dalla legge dell’amore di Dio e del prossimo. Gesù lo dimostra non a parole ma con un’azione concreta: mangia e offre da mangiare i pani dell’offerta al tempio. Il nostro confronto non è con le leggi, ma con la persona di Gesù e con le persone che incontriamo nella vita. Il santo di oggi, apostolo liberatore degli schiavi neri che arrivavano nella città di Cartagena, ne è testimonianza concreata.

- Accompagniamo con una preghiera a Maria il viaggio del Papa in Colombia
- Incontrare e capire la Russia: stasera ore 21 in Cattedrale

Dal Vangelo secondo Matteo 1,18-23

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.

UNA NASCITA NUOVA

La liturgia percorre le tappe della vita di Maria: il suo concepimento, la nascita, la presenza sotto la croce, l'assunzione al cielo. Altre date vengono suggerite dalla tradizione, o si intersecano con i fatti della vita di Gesù. Maria, inserita nella storia del suo popolo, apre la strada al nuovo popolo di Dio, accogliendo in pienezza la grazia di Gesù Salvatore. Nella sua nascita di grazia e di bellezza, si riverbera il primo bagliore della nuova umanità.

Cos’era la Russia prima della Rivoluzione bolscevica del 1917?
Cosa è diventata nella dittatura comunista durata fino all’agosto del 1991?
Quale vita oggi in Russia? Quale speranza? Quale fede?
Venerdì 8 settembre ore 21 in Cattedrale a Chioggia,
incontriamo alcuni personaggi russi accompagnati da
Giovanna Parravicini di Russia Cristiana

Vangelo secondo Luca 5,1-11

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

PRENDI IL LARGO

Prendere il largo, perché? Gettare la rete dopo che si è faticato inutilmente tutta la notte, cosa giova? Ci adagiamo al livello basso, rimanendo sulla riva. La voce che ci ridesta è una grazia: una parola del Vangelo, una circostanza, un invito di amici, un sussulto nel cuore: “Prendi il largo”. Ricomincia la partita, si rinnova l’ammirazione, riparte la gioia di vivere, amare, proporre, lavorare. Occorre vigilare ogni giorno la grazia che passa e che chiama.

 

Vangelo secondo Luca 4,38-44

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

L’INIZIO DELLA MISSIONE

Iniziamo con Gesù il Vangelo della missione: dalla sinagoga-chiesa, alla casa, al mondo. Gesù è una novità efficace: parla, incontra, guarisce. Va incontro alle persone e le persone – anzi le folle – lo cercano. Tutto comincia da un piccolo borgo, una casa, alcuni amici, una piccola folla di paese. Ma il territorio di ‘competenza’ è il mondo. Da Cafarnao parte l’onda che diventa un grande mare, percorso dalla barca della Chiesa, sulla quale anche noi navighiamo.