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IL MIRACOLO DEL CUORE
Abbiamo appena celebrato le ricorrenze del Sacro Cuore di Gesù e corrispondentemente del Cuore Immacolato di Maria e subito, in questo mese di Giugno dedicato al Sacro Cuore, incrociamo Gesù che si imbatte nel corteo funebre del figlio della madre vedova. Lo sguardo indugia sul fotogramma della ‘grande compassione’ del Signore. Prima ancora della decisione del miracolo, è il cuore di Gesù che si commuove. Siamo tutti salvati dalla ‘compassione e commozione’ di Gesù. Domandiamo di riconoscerlo con pienezza di gratitudine, e di avvicinarci ai fratelli con lo stesso cuore di Gesù. ...continua a leggere "5 giugno 2016 – Domenica decima ordinaria anno C"

IL GESTO EUCARISTICO

L’Eucaristia non è solo un’azione liturgica. Il fatto raccontato dal Vangelo è pieno di gesti eucaristici: prendere, alzare gli occhi, recitare la benedizione, spezzare, consegnare, distribuire: eppure non si svolge in Chiesa e non è una liturgia. E’ un’azione di carità. Non è un pane qualsiasi ad essere distribuito: è il pane (e il pesce) che ‘noi abbiamo’. Questo pane diventa segno di Cristo: il suo corpo e il suo sangue, consegnato e distribuito. Con l’esito di una straordinaria sovrabbondanza: dodici ceste avanzate, una per ciascun apostolo che ha distribuito il pane.
...continua a leggere "Domenica 29 maggio 2016 – Solennità del CORPUS DOMINI"

TRINITA’, PIENEZZA DI VITA

La Trinità è un fatto da raccontare. Nel Vangelo Gesù vede il Padre e realizza quello che vede fare dal Padre. Padre e Figlio donano lo Spirito che porta a compimento l’azione di Gesù.
Dio prima di noi: è il Padre, generatore di vita.
Dio accanto a noi: è il Figlio Gesù che riceve la vita e la dona facendosi uomo, morendo in croce e risorgendo.
Dio dentro di noi: è lo Spirito Santo che unisce il Padre al Figlio e rende gli uomini figli e fratelli.
Dio Trinità fa vivere l’umanità e la conduce alla verità e alla vita tutta intera. ...continua a leggere "Domenica 22 maggio 2016 – Solennità della SANTISSIMA TRINITÀ"

Immagine1UN ALTRO

Ci basta Cristo? Ci basta! Non appena il suo ricordo, né solo la memoria dolce e struggente del suo passato crocifisso e glorioso. Cristo presente ci basta! Nell’avvenimento della Pentecoste è mandato agli apostoli ‘un Altro Paraclito’, lo Spirito Santo: attraverso la sua azione, Cristo è presente nella Parola viva, nel sacramento efficace, nella Chiesa-Persona. Manda il tuo Spirito o Signore, apri il nostro cuore e la nostra vita ad accoglierlo, per vivere con te, diventare una cosa sola con te e con il Padre, lieti della missione che tu ci affidi per il mondo.
...continua a leggere "15 maggio 2016 – Domenica di PENTECOSTE"

SALITO AL CIELO, RIMANE CON NOI

Gesù sale al Padre e gli consegna tutta la sua vita umana. Ora siede alla destra del Padre ed è presente in modo nuovo tra noi. La potenza del suo Santo Spirito mandato a Pentecoste si diffonde nel mondo attraverso la Chiesa e la vita di ogni cristiano. Termina il Vangelo di Luca, e iniziano gli Atti degli Apostoli, il cui racconto prosegue fino ai nostri giorni. Viviamo la gioia del Vangelo, tra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio; proclamiamo davanti a tutti Cristo vivente, fino a quando Egli ritornerà. ...continua a leggere "Domenica 08 maggio 2016 – ASCENSIONE DEL SIGNORE GESU’"

COME IO VI HO AMATO

Gesù non si limita a dire: “Amatevi gli uni gli altri”. Egli aggiunge: “Come io ho amato voi”. Egli offre una misura concreta, un modo sul quale specchiarsi, e insieme un’origine e una fonte. Non è solo un buon esempio, ma una grazia donata. Un amore così, impossibile all’uomo, è il segno che identifica i seguaci di Gesù e diventa quindi una testimonianza che rimanda a Lui. Manifesta la ‘gloria di Dio’, in quanto segnala che la presenza e l’azione di Dio nel mondo permangono vive. ...continua a leggere "24 APRILE 2016 – Quinta Domenica di Pasqua"

CON GESU’ PASTORE, INSIEME

Una volta che Gesù ci ha fatti suoi discepoli e amici, come facciamo a non ascoltarlo? Con lui abbiamo la vita, la speranza, la ripresa. Chi ci strapperà dalla sua mano? Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, il pericolo, la spada? Il pastore non solo ci segue, ma ci mette in una compagnia che cammina dietro di Lui e con Lui. Come Gesù è una sola cosa con il Padre, così Egli ci fa essere una sola cosa con Lui, insieme con tutti coloro che Egli chiama a seguirlo e ad amarlo. ...continua a leggere "17 aprile 2016 – Domenica Quarta di Pasqua"

MI AMI TU?

Quel ‘Io vado a pescare’ di Pietro sembra una fuga. Eppure l’iniziativa di Gesù la trasforma in un abbraccio di misericordia che conferma e rilancia: la nuova pesca miracolosa, il riconoscimento del discepolo che Gesù amava, il nuovo pasto, e soprattutto il ritmo delle tre domande “Mi ami tu?” e il contrappunto delle risposte di Pietro, fino alla confessione disarmata: “Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene”. A quell’uomo Gesù riconsegna la sua missione: “Pasci le mie pecore”. A lui, e a noi, non resta che seguire il suo invito: “Seguimi”. ...continua a leggere "10 aprile 2016 – Domenica Terza di Pasqua"

Pasqua Appar.GiottoVangelo secondo Giovanni 20,1-9

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

L’ONDA DELLA RISURREZIONE

La fede delle donne e dei discepoli ha un balzo inaudito. Vogliono bene a Gesù, uomo vero e maestro sapiente, ma non arrivano a immaginare la densità e profondità della sua Persona: cosa potrebbe significare quella ‘risurrezione dai morti’ di cui Egli parlava? Oggi lo vedono con i propri occhi. Dapprima il sepolcro vuoto, con i teli che avvolgono il corpo di Gesù ben posizionati e ordinati. Quindi l’incontro personale e diretto: un’esplosione. L’onda della risurrezione ha mosso e muove la storia. Ha raggiunto noi, e ci ha conquistati a Cristo.

Foto Dom Palme 2016Vangelo secondo Luca 19,28-40

In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

INGRESSO nella GRANDE SETTIMANA

Questa gente che accoglie in festa il Signore, siamo noi. Noi, contenti di essere cristiani e di riconoscere Gesù che entra in città, in casa, nella vita. Un momento dopo possiamo girargli le spalle. Di solito non con cattiveria, ma per superficialità: subito qualcosa ci distrae, subito c’è un’altra cosa da fare. Nella settimana santa che si apre oggi, Gesù ci invita a guardarlo, pensarlo, seguirlo. Come si guarda, si pensa e si ama un familiare, un amico: il Dio Figlio, nostro fratello che ci ama fino a dare interamente - e dolorosamente - se stesso.