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Un INVITO CHE AIUTA A SCOPRIRE TE STESSO E IL MONDO

Ho letto in anteprima il libro del dialogo dell’amico giornalista Andrea Tornielli con Don Juliàn Carròn. E’ stata un’iniezione di fiducia e di intelligenza.                        Don Carron è un maestro di vita, che segue le orme di don Luigi Giussani, aiutando tanti uomini e donne a scoprire la fede e tanti cristiani a seguire Gesù.

Vorrei invitare personalmente gli amici e tutti i parrocchiani a partecipare a un incontro eccezionale nella nostra Cattedrale. Tornielli e Carron, che  hanno presentato il libro del loro dialogo solo in due altre città d’Italia, Milano e Bologna, saranno insieme a Chioggia, in Cattedrale

Giovedì 16 novembre ore 21.

E’ un’occasione da prendere al volo. Arrivederci!

Don Angelo

 

CUSTODISCE DORMENDO

Un contenitore di legno, appena più grande che se dovesse contenere una buona bottiglia: me lo consegna con totale gratuità un amico. Districo lo spago che avvolge il legno, sfilo attentamente il leggero coperchio e mi appare davanti la statua di San Giuseppe disteso a dormire assai più profondamente che non quando s’è appisolato nella Natività di Giotto. Realizzata da un artista napoletano, è dipinta a mano. Un leggero rotolo di pergamena riporta un articolo di spiegazione, con le parole di Papa Francesco: «Vorrei anche dirvi una cosa molto personale. Io amo molto san Giuseppe, perché è un uomo forte e silenzioso. Sul mio tavolo ho un’immagine di san Giuseppe che dorme. E mentre dorme si prende cura della Chiesa! Sì! Può farlo, lo sappiamo. E quando ho un problema, una difficoltà, io scrivo un foglietto e lo metto sotto san Giuseppe, perché lo sogni! Questo gesto significa: prega per questo problema!». Come nota il giornalista Tornielli, la statua del santo dormiente si trova nello studio della Casa Santa Marta, dove Papa Bergoglio ha deciso di abitare dopo la sua elezione, in un cassettone a fianco della piccola scrivania. San Giuseppe ha ricevuto in sogno gli ordini dell'Angelo che gli comandava dapprima di accogliere Maria come sposa, insieme con il bambino che sarebbe nato, e poi di sottrarre il piccolo Gesù alla minaccia di Erode che voleva ucciderlo. Obbedì in silenzio e con decisione, senza che nessuna sua parola sia stata registrata nel Vangelo.

Ora che a San Giuseppe papa Francesco affida problemi, intenzioni, richieste di grazie, potrò anch'io reperire un posto opportuno in cui collocare la sua statua, sufficientemente riservato e personale ma non nascosto. L'esperienza della vita consegna tante situazioni che hanno bisogno di un aiuto dall'alto, attraverso un intervento silenzioso e discreto, come è accaduto nella vita del ‘padre putativo’ di Gesù. A un sacerdote vengono confidate situazioni che non si possono condividere, se non con gli Angeli e i santi, e Giuseppe silenzioso si presta ottimamente alla bisogna. Sposo di Maria e padre eletto di Gesù, Giuseppe è stato eletto a patrono della Chiesa universale, e quindi la sua competenza si estende in un ambito senza confini. Strada facendo ci rendiamo sempre più conto di non poter garantire con la nostra capacità o inventiva la soluzione dei problemi né di poter sostenere un adeguato opportuno accompagnamento delle persone. San Giuseppe custodisce dormendo, e così muove il cuore e le mani delle persone. Attendiamo in silenzio e fiducia l’adempiersi della sua azione di padre.

 

questo fatto è accaduto sul tratto di laguna davanti alla Chiesa di Ognissanti, come vedi nella testata del sito;      in laguna, di fronte alla chiesa, a sinistra dei pali si scorge il piccolo capitello sul luogo dell'affondamento

IL SOLE DI OTTOBRE

Il bel sole di ottobre illumina la giornata a mezzo del suo corso. Il bambino cammina scalzo sul pavimento di casa e poi sul selciato della strada. Non ricorda se quel giorno sia stato portato all’asilo, o forse è già rientrato per il pranzo.

A un certo punto la voce della sorella più grande e la sua mano forte lo trascinano decisamente nel buio dello scantinato, consueto luogo di rifugio nel pericolo. Il rimbombo di uno scoppio e altri vari rumori gli fanno istintivamente portare le mani agli orecchi. Poco dopo il bambino - quattro anni e poco più - esce dal buio e si meraviglia di poter camminare a piedi nudi senza punture né tagli, sul pavimento di casa cosparso di vetri rotti. Subito fuori in strada con la sorella, incontra una confusione di persone nella piazzetta della Chiesa prospiciente la laguna. La motonave Giudecca, in arrivo dalla corsa che da Chioggia approda all'isola di Pellestrina verso le tredici, giace riversa nell'acqua a metà laguna, colpita dalle bombe proprio in corrispondenza della Chiesa. Barche e barchette e uomini si rincorrono nel breve tratto d’acqua che separa la riva dal vaporetto, che spunta con le tubature innalzate, riverso a mezzo corpo in laguna. Qualche ferito viene portato da una barca alla riva; forse viene disteso in qualche modo su una carriola per essere condotto al piccolo ospedale, all'altro capo dell'isola. Più tardi anche il bambino, tra una folla di gente, giunge vicino all'ospedale, sorpreso di vedere le suore indaffarate tra la riva e l’ospedale, la gola circondata e protetta da un ampio soggolo: forse sono ferite anch'esse, e già medicate e protette dalla grande fasciatura? Di sfuggita il bambino scorge sangue e membra strappate e visceri riverse fuori pancia e malamente trattenute dalle mani del ferito. Attonito si guarda intorno.

Stamattina - 13 ottobre 2017, settantatré anni dopo - mi trovo casualmente sulla stessa piazza, proprio nell'ora in cui un piccolo assembramento di persone, insieme con rappresentanti in diverse divise militari e fasce tricolore, ricordano l'evento. Sento appena uno scampolo di discorso contro la guerra, espresso con sincera retorica, e i consueti ringraziamenti rivolti a chi ha organizzato l'evento. Quindi le 'autorità' omaggiano il cippo che in piazza ricorda l’avvenimento e, salite su un vaporetto molto più piccolo della motonave ‘Giudecca’, attraversano il breve tratto di laguna per andare a deporre la solita corona di fiori sul capitello che segnala il luogo dell'affondamento del 13 ottobre 1944, ore 13. Si calcola che morirono più di duecento persone; tra esse, un giovane prete e un diacono. E’ impossibile, sulla piazza della laguna, che il ricordo non diventi preghiera.

 

«Spegnete la tv e fate figli» disse il parroco. Boom di nascite
CASTELLO DI GODEGO ( TREVISO)  Avvenire, sabato 30 settembre 

È proprio vero che la denatalità accompagna la ripresa economica la quale sottrae tempo ed energie alla famiglia? «Nulla di più falso, almeno qui a Godego » smentisce il parroco don Gerardo Giacometti. Siamo nel profondo Nordest, in provincia di Treviso, dove, tra l’altro, il 10 per cento di immigrati si è puntualmente integrato. Ed ecco i numeri. Da gennaio a settembre di quest’anno ci sono stati ben 54 battesimi ed altri 5 sono in arrivo (40 i funerali) contro i 46 di tutto il 2016 (con 52 morti) ed i 45 del 2015 (con 56 decessi). Le nascite sono ancora più numerose, perché, ad esempio, mancano dall’elenco dei battesimi i neonati di coppie musulmane o di altre religioni.
Perché, dunque, quest’inversione di tendenza? «Cari genitori, spegnete la televisione e i cellulari e datevi da fare» ha esortato l’anno scorso il parroco dal pulpito. «Un anno dopo sto constatando che mi hanno preso alla lettera – sorride don Gerardo –. ...continua a leggere "A Godego, dove la famiglia conta"

Quant’è la distanza da Norcia a Chioggia?                 Padre Cassian viene a trovare gli amici che negli ultimi mesi sono andati più volte e in vari gruppi a Norcia a dare una mano per edificare il nuovo monastero 'in monte'. Il grande movimento che si è creato dopo le distruzioni del terremoto, fa dire al Padre che è in atto un miracolo. È lui l'iniziatore della presenza dei monaci in Norcia. Mandato a Roma dagli Stati Uniti, nel 2002 iniziò la presenza nel luogo di nascita di San Benedetto, costituendo una comunità di varia provenienza internazionale, che ora vede nella edificazione del Monastero in Monte una stabile nuova dimora. Recentemente ha ceduto il posto di abate a un altro monaco. Nei nuovi locali s’è continuato a produrre la birra, che ora viene presentata a tavola, fresca e pienamente gustosa, nella cena alla Sagra del pesce, con amici che discorrono di opere educative e sociali e fanno domande sulla vita monacale, così sconosciuta ed equivocata nei nostri ambienti. Il dialogo non dimentica di sottolineare quanta Europa è nata dalla regola benedettina, e quanti cristiani vi trovano ancora paragone e suggerimento: 'Niente anteporre a Cristo, perché Cristo non antepone nulla a te".

 

...continua a leggere "IL MONACO E GLI AMICI"

EDUCARE

SUI MONTI

Si guadagnano piccoli spazi del cuore.                                             La compagnia degli 'arditi' intraprende la 'sgambatina' che conduce alla vetta del 'Cristo pensante'. Il sentiero si inerpica passo passo per duecento metri all'insù; per ragazzini di primo pelo è già una grossa fatica. Ma dovresti vederli raccontare la soddisfazione di avercela fatta, sprizzando dagli occhi la gioia per il panorama dei monti. Ancor più nelle cinque ore di saliscendi su sassi e roccia fino al laghetto del ghiacciaio del Fragusta, attraversando anche un tratto leggermente esposto. Non solo non è inutile la fatica, ma la pigrizia e la ritrosia della partenza non sono paragonabili alla gioia finale.  ...continua a leggere "Vacanza con i ragazzi ‘Cavalieri del Graal’"

L’ECO DEL PELLEGRINAGGIO 

Gli amici sorprendono. Anche chi non partecipa al Pellegrinaggio notturno Macerata-Loreto ne riceve il riverbero. Soprattutto chi lo vive per la prima volta ne parla con cuore nuovo: la Messa all'aperto nell'erba verde del campo sportivo, i nuovi canti, la compagnia di anziani e di tanti giovani che ti fanno arrivare alla casa di Maria sfinito e contento. Sembrava di non arrivare mai a vedere l’immagine desiderata; all'alba, scorgendo il profilo della cupola della Basilica, pareva fatta; ecco invece l'infinito saliscendi delle ultime colline. La prossima volta converrà arrivare ultimi, per indugiare nella casa di Maria senza dover lasciare in fretta il posto agli altri che sopraggiungono. All'altare di Maria ci si prenota per il prossimo anno. ...continua a leggere "Macerata-Loreto: raccontano gli amici"