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SCOLA SI RACCONTA

Incredibile: il Cardinal Scola parla di sé, racconta quando a scuola faceva il monello, quando da giovane perse quasi la fede, quando un amico lo invitò in montagna e incontrò GS (la futura Comunione e Liberazione) e, mentre si lavava in cortile all'acqua gelida di una fontana insieme con l'amico Attilio Nicora, un prete, don Sennen Corrà (futuro vescovo di Chioggia), li guardò dicendo: "Ecco due futuri preti". Scola racconta lo studio, le ripetizioni estive per pagarsi gli studi, l'incontro con don Giussani, gli incarichi giovanili nella diocesi di Milano, la vocazione sacerdotale e il seminario di Venegono, l'avventura dell'ordinazione sacerdotale ricevuta dal vescovo di Teramo, le due malattie, una delle quali lo ridusse in coma, il fortunoso rimedio, la traumatica morte dell'unico fratello. E via lungo i versanti di un'interessantissima esistenza che lo mette in contatto con prestigiosi teologi come von Balthasar, Ratzinger e tangenzialmente De Lubac, e lo introduce al rapporto con Papa Giovanni Paolo II che lo elegge vescovo di Grosseto a 49 anni. Si leggono con passione le descrizioni del ministero pastorale a Grosseto e poi a Venezia e Milano, e l'impegno organizzativo e culturale per l'Università del Laterano e per il nuovo Istituto per gli Studi su matrimonio e famiglia.

Ma non è solo un racconto autobiografico. Inseguito dalle domande dell'amico giornalista Luigi Geninazzi che non gli risparmia colpi, il nostro viene provocato a raccontare e dare giudizi nei riguardi dell'epoca in cui è vissuto e degli uomini che l'hanno accompagnato o contraddetto. Il Concilio e il suo sviluppo, la teologia e le scelte della Chiesa universale e italiana, gli approfondimenti teologici sull’uomo e sulla famiglia, il rapporto con Papa Benedetto e Papa Francesco, con la Chiesa universale, con il movimento di Comunione e Liberazione e con l’intera società. Fino alla descrizione di un metodo pastorale impostato sull'incontro con Cristo presente nella Chiesa in missione nel mondo. Una lettura appassionante, per la scoperta della vita di uomo e per i vari intrecci con la storia e la cronaca. Il lettore incontra la personalità ben stagliata e decisiva di un protagonista della vita ecclesiale del nostro tempo. Per il Cardinal Scola, il ritiro dall'impegno pastorale non coincide propriamente con il riposo; gli ha intanto offerto l'opportunità di raccontare la vita e le opere, con descrizioni e giudizi che aiutano a capire il tempo passato e a muoversi nel tempo presente.

Angelo Scola con Luigi Geninazzi, Ho scommesso sulla libertà. Autobiografia, Solferini,  Milano 2018 pp 298 € 18,00

Angelo Busetto

LE CAMPANE DELLA PACE

Un libro che vale per tre. Questa interessantissima biografia racconta prima di tutto una conversione. Un uomo, ben radicato nel suo Giappone dove l'appartenenza nazionale conforma l'identità e la cultura di un soggetto, si apre alla fede cristiana leggendo Pascal, incontrato nel contesto delle sue letture scientifiche in campo medico; studente di scuola superiore, ne sente citare i Pensieri in una lezione di letteratura francese. Durante gli studi di medicina all'Università,  lo scopre come autore della macchina calcolatrice. Il protagonista si trova ospite di una delle rare famiglie cristiane del Giappone, nella quale incontra colei che diventerà sua moglie. Passo dopo passo Nagai rimane affascinato e convinto dal cristianesimo. Nel frattempo, continua gli studi e gli esperimenti sui raggi X che permettono per la prima volta nella storia di vedere 'dentro' il corpo dell'uomo; ne rimane contaminato dalle radiazioni non protette.

Siamo alla fine degli anni 30 del novecento, un periodo cruciale della storia del mondo. Il Giappone dapprima si trova in conflitto con la Cina e poi viene coinvolto nella guerra che dall'Europa coinvolge il mondo orientale. Il rilievo delle vicende storiche occupa gran parte del libro e si spinge a documentare la durezza delle persecuzioni anti cristiane dal 1600 in poi. Racconta la dedizione disperata dei soldati giapponesi nella seconda guerra mondiale, nella quale Nagai si trova coinvolto come medico. Arriviamo alla pagina più drammatica e determinante del libro, dove si racconta lo sganciamento della bomba atomica su Nagasaki, con orribili conseguenze. Vi emerge in modo spettacolare figura del protagonista, che fa rinascere la speranza, la carità, la pace dal deserto della città sconvolta dell'atomica. Nagai va ad abitare in una specie di capanna sopraelevata, piantata sul luogo dove era la sua casa, e diventa riferimento per gente che viene dall'intero Giappone e da altrove. È impossibile descrivere l'intensità e profondità della sua azione e della sua opera.

La lettura del libro è di alto livello, emozionante e coinvolgente, attenta alla storia e all’attualità, con tocchi straordinari di poesia, verità e fede. Da questo libro e da altri dello stesso autore sono stati ricavati alcuni film di straordinario successo, come 'Le campane di Nagasaki', che avevano ripreso a suonare proprio in una notte di Natale. Un segno di speranza e di riscatto in un mondo attraversato da drammi e tragedie.

Paul Glynn, Pace su Nagasaki, Il medico che guariva i cuori, Paoline, Milano 2015 pp 304 € 17,00

Angelo Busetto

I BAMBINI GUARDANO GIOTTO

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Due fratellini vanno in vacanza con il nonno il 26 luglio, festa di San Gioacchino e Anna, nonni di Gesù. Questo semplice inizio offre il pretesto per raccontare in un dialogo allegro e vivace ‘la storia più bella del mondo’ come la dipinge Giotto nella Cappella degli Scrovegni cominciando da Gioacchino e Anna. Il dialogo tra nonno e nipoti si svolge con notazioni che suscitano la curiosità dei bambini: l’angelo che passa giusto giusto per la finestra che se fosse stata più stretta ci avrebbe perso qualche penna, il bacio di Gioacchino e Anna che forma giusto un cuore, la levatrice che stringe il nasino di Maria appena nata per modellarlo ben bene, e via di seguito con il violino panciuto, le rughe del volto di Anna ed Elisabetta, le croci disegnate nascostamente nella scena della Natività e soprattutto i cammelli che fanno ooh vicino ai re magi. Di scena in scena un agile e raffinato album a colori percorre la vita di Maria e l’infanzia di Gesù per arrivare al Battesimo nel fiume Giordano. I bambini si accorgono che la preghiera del vecchio Simeone quando Gesù viene portato al tempio a quaranta giorni, è la stessa che i genitori recitano prima di andare a letto, e ritrovano nelle scene gli spunti delle preghiere che cominciano a conoscere, come l’Ave Maria, o il Gloria, o addirittura l’Angelus. La bellezza del Vangelo di Giotto diventa via alla fede anche per i piccoli.
Roberto Filippetti, Anche i cammelli fanno ooh! Itaca Castelbolognese 2016, pp 48 € 10
a.b.

COME DIPINGE GIOTTO

Il personaggio Giotto, la sua storia e i suoi giri da Firenze a Roma a Rimini a Padova a Napoli a Bologna a Milano, il suo ritratto e le sue opere percorrono le lucide pagine di questa interessantissima ‘Guida’ alla Cappella degli Scrovegni, redatta dallo stesso curatore della Mostra che sta facendo il giro del Veneto e si trova attualmente installata nel tempietto di San Martino a Chioggia. Anche nel corso delle accurate visite nelle quali si viene accompagnati da giovani studenti e da esperti, non si può vedere tutto e dire tutto. E’ interessante quindi scoprire la figura di Giotto: il suo aspetto fisico - ‘un corpo al limite del deforme’ - un ingegno eccellente e un’altrettanto vivace intraprendenza che potremmo definire ‘imprenditoriale’, una cristiana umiltà che gli permette di accogliere le indicazioni di tipo biblico, teologico, spirituale, fornitegli dai suoi dotti suggeritori, domenicani e francescani. Giotto inaugura una svolta nella pittura occidentale, che fino ad allora si richiamava alla nobile staticità delle icone orientali. Egli racconta storie vive, dipinge personaggi reali in situazioni vissute. Il genio si rivela nel preciso ed eloquente tratto del pennello, e in modo speciale nello straordinario rilievo dato alla simbologia cristiana facendo trasparire il segno della croce in varie combinazioni, richiamando la Trinità, raffrontando l’Antico e il Nuovo Testamento, richiamando l’attualità del mistero cristiano sia quando è raffigurato nella vita di Cristo, sia quando viene riflesso nella vita di San Francesco. Giotto è pittore, architetto, poeta. Sullo sfondo della sua pittura impariamo a innalzare lo sguardo al campanile di Santa Maria in fiore a Firenze e alle cattedrali gotiche; scopriamo Dante e l’audacia del realismo e della simbologia della Commedia. Questa Guida introduce a capire il cuore e la tecnica di Giotto, la sua fedeltà al dato biblico e alla tradizione dei Vangeli apocrifi, la sua immersione nella profondità teologica del mistero cristiano che svolge la storia di Dio per incontrare e salvare gli uomini. Il contrappunto delle virtù e dei vizi, la volta celeste trapuntata di stelle e illuminata dal sole di Cristo e dalla luna di Maria, lo sfondo della controfacciata della Cappella, che apre su paradiso e inferno, immergono il visitatore in uno spazio senza confine, carico di passato e aperto alla promessa del futuro. Veniamo avviati in un percorso di bellezza estetica, umana e cristiana, che avvolge l’uomo e il suo destino, come solo un genio toccato dalla grazia può esprimere.

Angelo Busetto

Il grido umano

Ci sono dei libri che si rivelano amici, libri che terrai sul comodino per gustarli a piccoli bocconi come un dolce squisito. Eccone uno. Il colore del libro è dato dall'espressione di un russo: "Se la Russia è quello che è, è perché io sono quello che sono". Ai tempi della repressione bolscevica religiosa e culturale, nessuna resistenza o opposizione al regime era ritenuta possibile. Eppure quel regime potente e pervasivo cadde senza alcuna violenza. Com’è stato possibile? Venne chiesto a Gorbaciov quale fosse stato il colpo che fece cadere il comunismo. Lui rispose: una nuova cultura. La cultura del samizdat, la cultura dei dissidenti, comunicata da persona a persona. Una cultura che metteva la persona al di sopra di tutto. Questo libro ne contiene l'eredità attraverso l'opera di un grande uomo che amò profondamente la Russia. Padre Romano Scalfi, fondatore di Russia Cristiana, morto a 93 anni nel 2016, per lunghi anni aveva raccolto, riordinato, commentato una notevole mole di scritti del samizdat e li aveva consegnati alla curatrice di questo libro perché li componesse in una forma editoriale. Ne è risultato un lavoro prezioso, dal punto di vista storico ma soprattutto per il contenuto. Artisti, poeti, scrittori, pope, gente semplice, scienziati, comunità esprimono la verità, la ricchezza e la libertà dell'animo umano. Lettere, poesie, riflessioni sull'uomo e il suo destino, sulla croce e la gloria, sulla Chiesa e il mondo, sull'amicizia e l'amore, sul perdono e la trasfigurazione, sulla comunione e la missione. Un mosaico di ricca umanità segna i passi del buon vivere. Non è solo una profonda documentazione di un drammatico periodo storico, saturo di violenza ideologica e pratica e d’altro canto ricchissimo di umanità, di intelligenza e di buon sapore, ma si rivela anche una variegata e intensa risposta al grido dell'uomo d'oggi.

Romano Scalfi, La mia Russia, Samizdat: una risposta al grido dell’uomo di oggi, La Casa di Matriona, Seriate, Bergamo 2017 pp 176 € 12,00

 

Presentazione del libro “Dov’è Dio?”

UNO SGUARDO NUOVO

Giovedì 16 novembre, entrando nella Cattedrale già gremita di persone, mi sono sentita accolta, quasi avvolta fisicamente nell’abbraccio di tanti fratelli che come me non avevano voluto perdere quell’evento. Sicuramente portavamo tutti nel cuore e nella mente un profondo interesse per ciò che è espresso nella domanda che fa da titolo al libro, “Dov’è Dio?”, l’intervista di Andrea Tornielli a don Jualiàn Carròn, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione. Una domanda che non sorge in astratto, ma da un cuore ferito nell’affronto delle circostanze quotidiane, nei rapporti familiari, nel lavoro, nelle situazioni sociali e pubbliche spesso drammatiche.

Mi hanno colpito molto i fatti evangelici citati, dove sorprende la bellezza dell’incontro di Gesù con persone come Zaccheo, la Samaritana, la peccatrice, e con lo stesso San Paolo. Don Carròn ricordava che questo è il metodo di Dio, iniziato con Abramo, culminato con la venuta del Figlio Gesù e che continua oggi incontrando ciascuno di noi,  me,  te, così come siamo,  senza pre-condizioni. Lo sguardo pieno di tenerezza di Gesù è entrato nella storia, in ogni storia particolare. Che sussulto al cuore far memoria della mia storia dove Gesù continua ad incontrarmi, qui ed ora, a perdonarmi, a riprendermi. Il modo chiaro ed incisivo con cui  il sacerdote, sollecitato dalle domande di Tornielli, raccontava l’esperienza cristiana, non poteva che farmi riflettere su come io vivo la mia fede. La gratitudine e la gioia per la Grazia ricevuta non possono che spingermi a desiderare di condividerla con gli altri. La  modalità, si diceva, ce la indica Papa Francesco ed è quella di stare nella vita con lo sguardo di Gesù, non riportando discorsi, ma con gesti e parole intrinsecamente legati. Mi piace una frase di Mounier citata nel libro: ”Il portiere della storia non ascolterà i vostri argomenti, guarderà i vostri volti”. “E prima ancora del portiere, anche le persone che incontriamo ogni giorno guardano i volti dei cristiani più che ascoltare le loro lezioni di dottrina, cogliendo la simpatia umana e la compassione sincera di chi abbraccia senza giudicare, perché a sua volta è stato ed è continuamente abbracciato e perdonato.” Don Carron ha concluso la serata con una frase che gli era stata rivolta da una giornalista catalana e che sintetizza tutto questo: ”In questa società abbiamo bisogno della luce dei credenti.” Per noi cristiani , penso, non ci sia sfida più grande di questa. Alla fine dell’incontro ci siamo sentiti ridestati e rilanciati a domandare questo sguardo nuovo, fedeli alla consapevolezza del Mistero presente.  Ora rimane da proseguire l’incontro continuando a leggere il libro!

 

Carissimo Andrea,

Ti ringrazio di avermi dato la possibilità di leggere

in anteprima “DOVE È DIO“, il libro con  il tuo dialogo con don Julian Carron. Prima di tutto è stato un godimento. La puntualità delle domande e la chiarezza delle risposte mi hanno affascinato, facendomi desiderare che anche questo tuo libro – un po’ come la tua intervista a Papa Francesco sulla misericordia - faccia il giro del mondo. La sua 'leggibilità', anche nell'affronto di questioni impegnative, ne apre la strada.

 

Considero molto buona l'impostazione. Si tratta di un dialogo e non semplicemente di un'intervista. Il che rende più coinvolgente la lettura, in quanto i protagonisti di fronte al lettore diventano due, reciprocamente coinvolti nella loro esperienza di fede e nel loro nel mondo, anche se la tua parte rimane discreta e non toglie spazio all’interlocutore.

Interessante la scansione del libro. Si parte da una descrizione e da un giudizio sull'oggi e sulle sue radici. Vi echeggia in maniera sintetica e precisa il precedente libro di don Carron, 'La bellezza disarmata'.  Quindi tu interpelli don Carron sulla sua vicenda personale, partendo dalla chiamata a fianco di don Giussani e retrocedendo fino agli inizi della sua storia e all'ambito del suo lavoro di biblista e di educatore.

Infine, il dialogo sul movimento di Comunione e liberazione, raccontato nella sua essenza e valutato nella sua storia, senza evitare punti critici e controversi.

È la parte più 'mordente' ed è quella che ogni lettore si aspetta.  In modo molto opportuno, il libro sboccia e si conclude nel racconto del rapporto del movimento con i vari papi.

La lettura diventa più interessante e convincente anche per tutta una fioritura di episodi riportati nelle parole di don Carron e anche nelle tue interlocuzioni.

I lettori vengono introdotti a un giudizio critico sul tempo in cui viviamo, stimolando una presa di posizione di fronte ad esso e favorendo il cammino d
i fede di ciascuno. Anche quelli che apriranno il libro solo per curiosità, ne trarranno vantaggio per una fede vissuta come riconoscimento dell’avvenimento di Cristo presente.

Credo si debba dire un grosso grazie a te e a don Carron.

Attendiamo ora la presentazione del libro in tandem qui a Chioggia, tu e don Carron insieme, prevista in Cattedrale per la serata del 16 novembre.

Un caro augurio di buon lavoro.

Don Angelo

JULIÀN CARRON,  DOV’È DIO? Una conversazione con Andrea  Andrea Tornielli, La fede cristiana al tempo della grande incertezza, Piemme, Milano 2017 pp 212 € 15,90 

 

Un pastore che ti accompagna

Quante cose in noi ce le rimproveriamo spesso e sempre di nuovo e ci sembra di non riuscire mai a correggerci. S. Benedetto dice che il problema è correggere ed emendare. Correggere implica l'offerta di un accompagnamento di qualcuno che ti si fa vicino per guidarti sulla buona strada, camminando con te, sostenendoti con la sua presenza. Non è una correzione a distanza, teorica, un giudizio che ti viene gettato in faccia e col quale sentirti solo giudicato. La correzione è l'approssimarsi a te di un pastore che ti guida. Chi mi corregge è un pastore che è con me, che mi guida sul retto cammino anche passando per valle oscura. Ma questa grazia non è imposta, chiede la mia libertà.

citazione da

Mauro-Giuseppe Lepori: RICONOSCERE CRISTO, MISERICORDIA DEL PADRE

Un Papa che è uomo

Meglio andarci adagio. Diamoci il tempo necessario per gustare la sapienza, la dolcezza, la profondità delle duecento pagine nelle quali il ‘Papa emerito’ Benedetto XVI va a deporre goccia a goccia il distillato della sua mente e del suo cuore. Meglio disporci con cuore libero e pulito, come quando si guarda il mare fino all’orizzonte, senza travolgere le parole con occhio troppo rapido. Certo, abbiamo già assaporato la distesa dei discorsi-udienze-incontri svolti per otto anni di pontificato; la splendida edizione che la Libreria vaticana ha messo a disposizione in cofanetto-regalo è andata ad accostarsi alle multiformi vette degli scritti precedenti. Ora il discorso è piano. Il giornalista rivolge domande di familiare semplicità e di imperterrita curiosità a un uomo che vive, a un prete che crede, a un cristiano che professa. ...continua a leggere "Papa Benedetto – Ultime conversazioni"

Pensavo di ritrovarmi una seconda volta sul libro ‘Dalla liturgia vissuta’.
Dopo la prima volta, di cui vi dicevo,                                 in cui c’è stata una sorta di                         ‘presentazione generale’ condivisa,
bramerei soffermarmi con lo stesso metodo               ‘dialogico e condiviso’                                                      sulla parte che descrive la Messa.
Proporrei questo incontro                                         mercoledì 8 febbraio alle ore 18,30.
L’anticipo dell’orario – il primo è stato alle ore 21 – dipende dalla
richiesta di qualcuno che mi ha suggerito il cambio.
Questo mi permette anche di non fare l’incontro in canonica, ma in                                                                                                                       Centro parrocchiale della Cattedrale a Chioggia.

SPUNTI su la 
LITURGIA VISSUTA

Cos’è la liturgia:
- il livello espressivo della presenza del Mistero di Dio
- la continuità della incarnazione del Signore Gesù
- l’intensità massima dell’esprimersi della Chiesa
- il termine di paragone della vita dell’uomo

Concretamente:
- Prima l’ascolto (e lo sguardo): La liturgia è il libro dei poveri di spirito, di coloro che non inventano parole. La liturgia è ciò che il popolo cristiano fedele segue, ripete, risponde.
- Il gesto più importante di tutta la storia del mondo è la morte e risurrezione di Cristo
Nella nostra vita questo gesto è la Messa
Ogni pagina del libro e ogni ‘passaggio’ liturgico presentato in questo libro,è un invito a prendere sul serio gesti e parole della celebrazione.
La vita coinvolta: superamento del binomio azione-contemplazione.                             Citaz di Hamman p 22
Liturgia, definizione pp 25-29
La Messa e la vita p 34 consacrazione come vita 53
Natale p 77: una realtà nuova presente; l’azione del Padre 82. 86-88
Quaresima: Cristo pervade la vita 100-103
Tracce di Gennaio 2017: p 88 Presentazione di Tornielli

Ecco un tratto dalla PRESENTAZIONE di Francesco Braschi:
"Nel suo senso più vasto la liturgia è l’umanità resa consapevole dell’adorazione a Dio come supremo suo significato, e del lavoro come gloria a Dio» (vedi qui, p. 25). È da una simile ampiezza di orizzonte che dobbiamo partire, se vogliamo accostarci con una reale consapevolezza del suo senso e del suo valore a questo testo di don Giussani, che possiamo definire allo stesso tempo sintetico e fondamentale.
Il carattere sintetico del libro risiede non solo nella circostanza della sua genesi (come recita la Nota alla prima edizione, si tratta di «rapidi appunti» raccolti da conversazioni tenute nell’arco di otto anni, dal 1965 al 1973), ma soprattutto nell’intenzione che ne sta all’origine."

L. Giussani, Dalla liturgia vissuta. Una testimonianza, San Paolo

Commenti:

Mario

Il Movimento è metodo di educazione alla fede e la fede è riconoscimento della Presenza di Dio.
L’aspetto supremo del problema della vita – ci ricorda don Giussani in Perché la Chiesa – è l’incontro dell’uomo con Dio (p. 165) e il cristianesimo è l’annuncio dell’avvenimento di Cristo, di Dio che è entrato nel mondo come uomo, mentre la Chiesa è la continuità dell’avvenimento dell’Incarnazione nella storia, ciò che permette all’uomo di oggi di essere in rapporto con Cristo (p. 307).
Ora, la liturgia è il luogo in cui il Mistero, qui ed ora, si fa presente, agisce, opera.
Per questo, dice don Giussani, il modo con cui viviamo la liturgia è indizio di come intendiamo e viviamo la Chiesa.
La liturgia è il luogo dove il Mistero opera secondo il suo metodo, che è quello dell'Incarnazione (si poteva accontentare di aiutarci di lontano, ma è qui), il luogo in cui Gesù continua a parlarci, a guarirci, a sfamarci, attraverso i gesti della sua umanità.
La liturgia, dice ancora don Giussani, è strada della nostra moralità, è il nostro sì quotidiano alla presenza del Mistero che ci cambia.
Rileggere oggi Dalla liturgia vissuta rende questo libro di sorprendente attualità.
Nella lettera apostolica Misericordia et Misera, papa Francesco, a conclusione del Giubileo indica la liturgia come il primo luogo in cui continuare con fedeltà, gioia ed entusiasmo a sperimentare la ricchezza della misericordia divina.
Nei luoghi in cui i cristiani sono maggiormente esposti alla violenza e alla persecuzione, la celebrazione del Mistero di Cristo è sempre di più la testimonianza della fede come bellezza disarmata.

Marilena

"DALLA LITURGIA VISSUTA , UNA TESTIMONIANZA”
Finalmente ho iniziato a leggere questo libro.
E’ da qualche settimana che stazionava sul tavolino del salotto. Stretta da impegni di vario tipo e forse anche pregiudizialmente convinta che fosse un saggio su “un già saputo” e magari complicato e noiosetto, aspettavo un momento di quiete per leggerlo. Ho iniziato dal capitolo sulla Messa. Che sorpresa! Altrochè il già saputo, man mano che procedevo si ridestavano in me un’attenzione ed una consapevolezza verso la liturgia eucaristica riproposta in tutta la sua novità ed attualità per la mia vita. Non ho proseguito subito con il testo , ma ho riletto più volte lo stesso capitolo, quasi a voler consolidare questo sguardo nuovo sulla liturgia , dove il Mistero si fa presente.
Che Grazia , partecipare alla Messa con una coscienza nuova! Persino le parole iniziali “ Nel nome del Padre…”, ripetute migliaia di volte, sono diventate nuove : un sì al Signore, il sì della certezza che tutte le cose sono sostenute da Lui, sono nel suo nome. Anche tutte le altre parti della Messa sono “vissute” in modo più reale, più concreto, più bello, come un vero paradigma della vita, della mia vita. E’ un’incredibile ricchezza che mi aiuta tenere lo sguardo verso Dio.
Sto continuando a leggere il libro ed è talmente importante per me che mi sono stupita di me stessa nel comunicarlo in famiglia, agli amici ed anche in palestra dove una persona mi ha addirittura chiesto di prestarglielo.
Sono sempre più grata al Signore dell’incontro fatto con il carisma di don Giussani, attraverso la sua testimonianza sulla liturgia sto sperimentando la ricchezza della Misericordia di cui parla Papa Francesco.
Consapevole della mia debolezza, prego il Signore che mi tenga vigile per non cadere nella distrazione e lo ringrazio di richiamarmi e sostenermi attraverso questa nostra Compagnia.

L’Apparizione della Madonna a Pellestrina

Ai colori delle barche in laguna e delle bandierine tra le case, si potranno ora aggiungere le pagine di questa pubblicazione, dove si racconta la storia dell’incontro mattutino di un ragazzo di nome Natalino, avvenuto giusto trecento anni fa sul luogo dove ora sorge il santuario della Madonna dell’Apparizione. A Pellestrina i bambini sentono raccontare questa storia prima ancora delle favole ma soprattutto vi partecipano fin da subito perché vengono portati davanti all’immagine di Maria, a riceverne la benedizione. Questo libricino tutto colorato rappresenta per la prima volta l’avvenimento a misura di bambino, ma ne godranno magnificamente anche i grandi. ...continua a leggere "Una Storia a colori"