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Papa Francesco sarà in Armenia il 24, 25 e 26 giugno nel suo XIV pellegrinaggio internazionale. Si reca nel primo paese convertito al cristianesimo, nel IV Secolo. Un paese ricco di fede e di tradizione, con una storia di persecuzione alle spalle che lascia le sue profonde ferite.

IL COMPITO DELLA VITA

Fin dal seno materno, e anche da prima. Dalla profondità del tempo e dall'abisso dell'eternità Dio ci ha scelti e amati. Ciascuno per la sua vita e per la sua missione. La missione di Giovanni Battista ha un contenuto speciale: annunciare e preparare la venuta di Gesù. Ma forse per ciascuno di noi, venuti dopo, è diverso? Anche per noi il compito più bello e vero per il quale siamo stati creati e per il quale vale la pena vivere – sacerdoti, genitori, educatori - è annunciare e testimoniare Gesù. ...continua a leggere "Venerdì 24 giugno 2016 – Festa di San Giovanni Battista"

A Villa Nazaret, sabato 18 giugno, il Papa Francesco ha risposto ad alcune domande. Mi pare formidabile la prima risposta.

Il coraggio della scelta - Domanda di Valentina Piras

Santo Padre, prima di maestri, noi giovani abbiamo bisogno di testimoni credibili. Sovente abbiamo la consapevolezza di abitare una realtà complessa nella quale non ci sono punti di riferimento costanti e dove vengono proposte esperienze senza sostanza. A volte siamo ragazzi e adulti ‘parcheggiati’ nella vita, preda dell’illusione del successo e del culto del proprio ego, incapaci di donarci agli altri. Santo Padre, noi vorremmo che Lei ci desse una parola che ci aiuti a far luce sulle tenebre che sovrastano i nostri cuori. Come possiamo ridestare la grandezza e il coraggio di scelte di ampio respiro, di slanci del cuore per affrontare sfide educative e affettive?

Papa Francesco:

Grazie. Una parola-chiave è: “Noi giovani abbiamo bisogno di testimoni credibili”. E questa è proprio la logica del Vangelo: dare testimonianza. Con la propria vita, il modo di vivere, le scelte fatte… Ma testimonianza di che? Di diverse cose. Testimonianza, noi cristiani, di Gesù Cristo che è vivo, ci ha accompagnato: ci ha accompagnato nel dolore, è morto per noi, ma è vivo. Detto così, sembra troppo clericale. Ma io capisco qual è la testimonianza che i giovani cercano: è la testimonianza dello “schiaffo”. Lo schiaffo è una bella testimonianza quotidiana! Quella che ti sveglia, ti dice: “Guarda, non farti illusioni con le idee, con le promesse…”. Anche illusioni più vicine a noi. L’illusione del successo: “No, io vado per questa strada e avrò successo”. Del culto del proprio ego. Oggi, tutti lo sappiamo, lo specchio è di moda! Guardarsi. Il proprio ego, quel narcisismo che ci offre la cultura di oggi. E quando non abbiamo testimonianze, forse la vita ci va bene, guadagniamo bene, abbiamo una professione, c’è un bel posto di lavoro, una famiglia…, ma tu hai detto una parola molto forte: “Siamo uomini e donne parcheggiati nella vita”, cioè che non camminano, che non vanno. Come i conformisti: tutto è abitudine, un’abitudine che ci lascia tranquilli, abbiamo il necessario, non manca niente, grazie a Dio… “Come possiamo ridestare la grandezza e il coraggio di scelte di ampio respiro, di slanci del cuore per affrontare sfide educative e affettive?”. La parola l’ho detta tante volte: rischia! Rischia. Chi non rischia non cammina. “Ma se sbaglio?”. Benedetto il Signore! Sbaglierai di più se tu rimani fermo, ferma: quello è lo sbaglio, lo sbaglio brutto, la chiusura. Rischia. Rischia su ideali nobili, rischia sporcandoti le mani, rischia come ha rischiato quel samaritano della parabola. Quando noi nella vita siamo più o meno tranquilli, c’è sempre la tentazione della paralisi. Non rischiare: stare tranquilli, quieti… “Come possiamo ridestare la grandezza e il coraggio di scelte di ampio respiro”, hai domandato, “di slanci del cuore per affrontare sfide educative e affettive?”. Avvicinati ai problemi, esci da te stesso e rischia, rischia. Altrimenti la tua vita lentamente diventerà una vita paralitica; felice, contenta, con la famiglia, ma lì, parcheggiata – per usare la tua parola. E’ molto triste vedere vite parcheggiate; è molto triste vedere persone che sembrano più mummie da museo che esseri viventi. Rischia! Rischia. E se sbagli, benedetto il Signore. Rischia. Avanti! Non so, questo mi viene di dirti.

COSTRUIRE INSIEME

Non parole, ma fatti. Non prodigi, ma un attaccamento ben radicato. Gesù ci mette a disagio quando dice che non contano le parole, ma le azioni. Siamo capaci di mettere in pratica il Vangelo? Si tratta di una strada, un orientamento, una tensione. Siamo tesi a costruire la nostra casa, pietra su pietra, sul fondamento della volontà di Dio. Giorno per giorno sale la costruzione, e a volte si blocca o si sgretola. Ma il Signore costruisce la casa con noi. «Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori» (salmo 127) ...continua a leggere "Giovedì 23 giugno 2016 San Giuseppe Cafasso 1811-1860"

Ricevo e pubblico con piacere:

"Che bella giornata"! Mi dice mia suocera contenta mentre aspettiamo mio marito che ci riporterà a Milano. Eppure è piovuto di brutto a San Fior, e siamo stati in chiesa due ore! Ma ha ragione e il perché sta proprio in un qualche cosa che ti porti a casa.
Spesso facciamo cose o incontriamo persone che ci scivolano addosso, altre invece ci lasciano un segno. La gita/pellegrinaggio con la parrocchia del Duomo a San Fior per ricordare la fondatrice delle Suore del Santo Volto ,Madre Maria Pia Mastena, e per condividere la gioia delle promesse definitive di quattro suore, pur nella fatica ,ci hanno lasciato questi segni.
E' stato particolare il canto delle litanie dei santi, che descrive la chiesa lungo la storia .Ogni santo ha una fisionomia particolare: chi ha aiutato i malati,chi ha educato i giovani, chi è morto in un lager ,chi si è fatto povero ... E Dio si è servito delle persone per dare da mangiare, per asciugare lacrime,per guarire dalle malattie e per educare come la beata Mastena.
Il Santo Volto di Gesù è lì anche per noi e non solo per le suore!Anche a noi come a queste quattro suore Gesù ha fatto un grandissimo regalo e cioè la Sua compagnia.
Torniamo contente perché ci sentiamo parte di questa grande famiglia che è la chiesa dove ognuno è invitato a esserci secondo la propria specifica vocazione.
Un grazie alla gioiosa accoglienza delle suore !
È vero,è stata una bella giornata
Rita

L’ILLUSIONE E IL FRUTTO
Siamo circondati da falsi profeti, da illusionisti della politica, dell’economia, della scienza, del divertimento. Attirano e ammaliano come le sirene di Ulisse. Quale frutto generano le loro azioni? Lo riscontriamo nella nostra società dispersa. Quale risposta al nostro bisogno di vita, alla nostra domanda di felicità? Quando – semmai li abbiamo seguiti - ci siamo sentiti veramente soddisfatti? Dobbiamo tenere vivo il paragone del nostro cuore, che sa vagliare il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, per giungere a sperimentare il frutto buono e saporoso della vita. ...continua a leggere "Mercoledì 22 giugno 2016 – San Paolino da Nola m. 431, San Giovanni Fisher 1469- 1535, San Tommaso Moro 1478-1535"

L'Udienza del Papa ala quale abbiamo partecipato nel Pellegrinaggio a Roma

Guarda questo video su YouTube:

https://youtu.be/G1HtyxMK5Ds
PAPA FRANCESCO  UDIENZA GENERALE  Piazza San Pietro  Mercoledì, 15 giugno 2016

La misericordia è luce (cfr. Lc 18,35-43)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Un giorno Gesù, avvicinandosi alla città di Gerico, compì il miracolo di ridare la vista a un cieco che mendicava lungo la strada (cfr Lc 18,35-43). Oggi vogliamo cogliere il significato di questo segno perché tocca anche noi direttamente. L’evangelista Luca dice che quel cieco era seduto sul bordo della strada a mendicare (cfr v. 35). Un cieco a quei tempi – ma anche fino a non molto tempo fa – non poteva che vivere di elemosina. La figura di questo cieco rappresenta tante persone che, anche oggi, si trovano emarginate a causa di uno svantaggio fisico o di altro genere. E’ separato dalla folla, sta lì seduto mentre la gente passa indaffarata, assorta nei propri pensieri e in tante cose...E la strada, che può essere un luogo di incontro, per lui invece è il luogo della solitudine. Tanta folla che passa...E lui è solo. ...continua a leggere "Udienza del Papa Mercoledì 15 giugno 2016"

QUEL CHE E’ BUONO, VERO, BELLO…

Preservarsi e preservare dal male, dalla corruzione, dalla depravazione. Spalancarsi al bello, al vero, al buono. Valutiamo l’uso del tempo, dei divertimenti, delle letture, degli ambienti, delle persone che incontriamo. Sarà necessaria qualche rinuncia? Ben più grande è il guadagno! Quanto di più si ottiene guardando, gustando, sperimentando gli spunti di verità, le perle di bellezza, i frammenti di bene che ci circondano e che realmente ‘edificano’ mente, cuore, corpo. Vale per noi, per gli amici, per i familiari e per le persone di cui ci viene affidata la responsabilità. ...continua a leggere "Lunedi 21 giugno 2016 – San Luigi Gonzaga, 1568-1591"

Un Pellegrinaggio di Persone

La bellezza grandiosa di Roma si innalza nelle spalancate dimensioni della Basilica del Laterano, Madre e capo di tutte le Chiese, che per prima ci accoglie nel passaggio della Porta Santa; si spalanca nel fulgore aureo della Basilica di Santa Maria Maggiore e infine nelle colonne monumentali di piazza San Pietro che abbracciano la folla convenuta dalla nostra diocesi e da mille parti d’Italia e del mondo. Nel frattempo abbiamo risalito in ginocchio i gradini della Scala Santa, sperimentando un grammo della fatica del Signore Gesù condotto al Pretorio di Pilato. Il cammino di purificazione del Giubileo è un cantico di gioia.
Eppure, la bellezza, l’imponenza e la santità delle cose e dei luoghi rimarrebbero mute se non fossero attraversate dalla presenza di persone che ci aprono lo sguardo, rendendolo consapevole e partecipe. La sorpresa del nostro Pellegrinaggio a Roma consiste nelle persone incontrate. ...continua a leggere "Dentro il PELLEGRINAGGIO diocesano, a noi è capitato…."

NON GIUDICATE

Il discorso della montagna incalza. Gesù libera il nostro rapporto verso il prossimo dal giudizio cattivo, dalla superbia, dalla pretesa. Lo fa con un linguaggio duro ed esplicito, tagliando ogni presunzione e rivalsa. Si può vivere come dice Gesù, accogliendo la sua grazia ed esercitandosi nei rapporti quotidiani, in famiglia, nei luoghi di lavoro, negli incontri occasionali. E’ una purificazione dello sguardo, del cuore, delle azioni, che apre all’accoglienza e all’incontro: un principio di nuova socialità.

...continua a leggere "Lunedì 20 giugno 2016 – Sant’Ettore martire, sec IV"