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Vangelo di Matteo 19,16-22

In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

LIBERTA’ PER GESU’

Gesù guarda quel ‘tale’ che gli si presenta, lo conferma nella via dei comandamenti e lo invita a seguirlo. Non è nemmeno la buona obbedienza ai precetti della legge a salvarci. Ci salva invece un rapporto personale e vivo con il Signore Gesù, liberi da ogni attaccamento che trattenga il cuore. La gioia della vita non sta nel possesso delle cose, ma in un amore che sceglie di appartenere a Cristo, e che si fida di lui piuttosto che dei propri beni.

Vangelo secondo Luca 12,49-53

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

IL TUTTO DELLA VITA

Fuoco, battesimo, divisione: queste parole di Gesù sconcertano. Gesù è fuoco che illumina e riscalda, fa ardere il cuore e infiamma la vita. Riceve un battesimo che lo sprofonda nella morte e lo innalza nella risurrezione. Gesù si pone come attrattiva vincente che supera tutti gli affetti e i legami e scompiglia i rapporti. Si fa amare con cuore pieno e indiviso; è la verità che convince più di tutte le ipotesi; la via che fa camminare verso la pienezza.
Gesù è tutto: per Maria, la madre; per Pietro e Giovanni e gli uomini che l’hanno seguito; per Maria di Magdala e le donne che l’hanno amato, per Paolo di Tarso e coloro che l’hanno annunciato e testimoniato. Mentre attrae più di ogni altra persona e altra cosa al mondo, Gesù allarga il cuore di uomini e donne a un amore senza limiti verso tutto e tutti.

Vangelo di Matteo 19,13-15

In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.

COME BAMBINI

Cosa significa diventare bambini? Il bambino è tutto aperto alla vita, spalancato e desideroso. Ha solo bisogno di avere accanto delle persone che lo amano, ricche di bene. Gesù è per noi tutto il bene della vita. Se andiamo a lui con il nostro bisogno, il nostro desiderio, la nostra domanda, allora la grazia della sua amicizia ci si fa incontro e compie il suo disegno. La grande impresa dell’adulto è mantenere un cuore da bambino.

Introduzione del celebrante:
Raccogliendo i bisogni del mondo e i nostri ci rivolgiamo a Gesù Signore.

1. O Signore, tu sei venuto a portare il fuoco sulla terra. Donaci interesse e passione per le cose della vita e della fede, come è accaduto a Geremia e a tanti testimoni del Vangelo,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

2. O Signore, guida il nostro cammino nella Chiesa con la sapienza di maestri e la compagnia di fratelli. Sostieni il ministero del Papa, dei vescovi, dei sacerdoti,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

3. O Signore, dona al mondo la grazia della misericordia; converti i cuori e le decisioni degli uomini. Ti affidiamo le persone e i popoli oppressi dalla guerra e dalla violenza,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

4. O Signore concedici la grazia di fare memoria di te ogni giorno nella preghiera e nella carità. Ti affidiamo le famiglie e i ragazzi, sotto lo sguardo di Maria Assunta,
Noi ti preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante
Siamo tuo popolo o Signore, guarda la nostra umanità che si rivolge a te con l’intercessione della Madonna Assunta in cielo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Spunto della Domenica

Gesù viene con la potenza del fuoco che illumina e infiamma. Viene con l’attrattiva di un amore che conquista e prende le persone, per un amore più grande e una missione più larga. La divisione che Gesù porta si può paragonare a quella del figlio che si stacca dai genitori per una vocazione più grande, come quella della consacrazione religiosa, del sacerdozio, della vita matrimoniale. Come dice la prima lettura, seguiamo con perseveranza Gesù, tenendo lo sguardo fisso su di lui.

Vangelo secondo Matteo 19,3-12

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?». Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

LA STRADA DELL’AMORE

Si può vivere quaggiù in terra la totalità dell’amore? Abbiamo questo desiderio impresso nella profondità del nostro essere e possiamo chiedere di realizzarlo con il sostegno di Colui che ci ha creato. La pienezza dell’amore si svolge secondo due percorsi: l’amore fedele e indissolubile tra marito e moglie e la dedizione totale per il Regno dei cieli. La testimonianza di quanti – sposati e consacrati – vivono questa pienezza, conforta e sostiene la fiducia di chi vi si incammina.

Vangelo secondo Luca 1,39-56

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

L’ULTIMO PASSO

L’ultimo passo di Maria la conduce alla porta del cielo, e la fa sedere accanto al Figlio Gesù, al di sopra della schiera degli Angeli e dei Santi. Non abbiamo la pretesa di descrivere il modo e il luogo dell’Assunzione di Maria, come hanno tentato la fantasia dei pittori e il genio di Dante. Sappiamo che Maria, nella totalità della sua figura umana, vive nella gloria del Paradiso, e segna il compimento del destino di ogni uomo e ogni donna che vive sulla terra: Maria, speranza nostra!

Vangelo di Matteo 18,15-20

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Se l tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

LA VIA DELLA RICONCILIAZIONE

Guerre e rappresaglie, vendette e uccisioni. Come si compongono le contese, tra persone, tra famiglie, tra gruppi e nazioni? Gesù percorre la via del rapporto personale, seguita dal confronto con altre persone e infine con la comunità. Senza escludere una presa di distanza quando il rapporto risulti insanabile. Il calendario liturgico riporta la straordinaria coincidenza del martirio di San Massimiliano Kolbe, vittima ‘volontaria’ dell’odio più insensato, che nella cella della morte ha pregato per i suoi aguzzini.

Vangelo di Matteo, 18,1-5.10.12-14

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.
Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda.

IL BAMBINO E LA PECORA

Che rapporto c’è tra il bambino e la pecora perduta? Ambedue hanno bisogno di qualcuno che li guidi, li mantenga, li protegga. Sono l’emblema di chi non può salvare da solo la propria vita, quindi rappresentano tutti noi, uomini e donne indifesi che non abbiamo la capacità di dare risposta al nostro totale bisogno di vita. Il bambino, poi, viene scelto da Gesù come suo rappresentante. Chi vuole amare concretamente Dio, aiuti a vivere i bambini, un bambino: in lui Gesù si identifica.

Vangelo di Matteo  17,22-27

In quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse loro: «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.
Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì». Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?».Rispose: «Dagli estranei». E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».

IL FIGLIO E IL PESCE

Ci sono pagine di Vangelo sottilmente pervase di ironia. Qui si passa dall’annuncio della passione, morte, risurrezione, alla riscossione della tassa per il tempio e alla risposta audace di Gesù che sorprende Pietro e gli altri apostoli con il pesce dalla moneta d’argento in bocca. Gesù, Figlio di Dio, che possiede tutti i beni del mondo ma non maneggia soldi, si piega alle nostre leggi e convenzioni, a servizio della nostra problematica convivenza.