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Giovedì 10 ottobre 2109 San Daniele Comboni, vescovo missionario, Limone del Garda 1831- Sudan 1881

Vangelo secondo Luca 11,5-13

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

FIGLI E AMICI

Ecco come ci considera Gesù: amici e figli. E quindi accetta – anzi desidera - che lo importuniamo con le nostre richieste, come fanno i figli e gli amici. Non ci rendiamo mai abbastanza conto di quanto il Padre ci sia vicino, da quando il suo Figlio si è fatto uomo. Cosa vuol dire chiedere lo Spirito Santo? Significa chiedere la vita, la felicità, la libertà del cuore e l’apertura all’amore vero: lo Spirito Santo ‘è Signore e dà la vita’.