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Lunedì 27 giugno 2016 – San Cirillo d’Alessandria, 378-444

SEGUIMI

Il Vangelo riprende uno spunto letto ieri, domenica, in Luca. Bello l’entusiasmo di chi vuol seguire Gesù; bello lo slancio. Gesù presenta un’altra misura e taglia ogni indugio: solo così si cammina e si esce ‘fuori di sé’ diventando realmente discepoli. La semente si spacca, germoglia e fiorisce. L’autoreferenzialità viene demolita e si apre a un altro criterio. Il fascino di Gesù non è appena l’attrattiva di un momento, ma un rapporto stabile e intenso che attraversa e comprende tutte le circostanze della vita e tutte le fibre del cuore.
Vangelo secondo Matteo 8,18-22

In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva.
Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

 

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