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IL NOSTRO COMPITO… Lettera di Padre Romano Scalfi

Carissimi
Si tratta di una breve risposta a chi ha creduto, in una lunga ed interessante argomentazione, richiamare l’impegno della Chiesa e di ogni cristiano ad assumere una forma più decisiva nel combattere il male sociale che domina nella mentalità moderna.
Certamente esiste da sempre il pericolo di “spiritualizzare” il cristianesimo. Cristo è venuto a salvare e perfezionare tutto ciò che è umano. Non possiamo escludere nulla.
Mi sembra che il problema affrontato dai nostri amici sia piuttosto sul metodo come combattere il male, oppure , se vogliamo andare alla radice, della consistenza del male. La crisi che stiamo affrontando oggi, soprattutto in Europa, è una delle più grandi crisi che conosca la storia, ma la potenza del male non è mai paragonabile alla potenza della fede, alla potenza di Cristo.
Un santo russo ha paragonato il male del mondo ad un pugno di sabbia nelle mani dell’uomo; l’amore di Dio ad un mare infinito. Un sacerdote russo ha scritto recentemente che “ il primo compito della Chiesa non è di combattere il male (A. Uminskij)” , un parroco morto martire alle Solovki scriveva ai suoi parrocchiani che responsabili delle persecuzioni non sono soltanto i comunisti, ma la poca fede dei cristiani che creano dei vuoti occupati, di conseguenza, dall’anticristo.
Anche la storia conferma la “debolezza” del male. Non molti anni fa sembrava che l’ideologia comunista (che con Marx affermava essere “oppio del popolo” ogni forma religiosa) dovesse dominare, oggi è praticamente sorpassata. Zjuganov capo dei comunisti russi, il primo maggio 2016 ha definito Cristo “Il primo comunista del mondo” dopo aver solennemente dichiarato che la morale comunista si identifica con la morale cristiana. Qualche tempo fa mons. Braschi è stato invitato dal governo cinese a tenere un lezione su S. Ambrogio in una università di stato. Agli inizi del 1900 Toniolo aveva profeticamente previsto che “alla fine del secolo l’ideologia marx-leninista sarebbe definitivamente tramontata e “a salvare l’Europa non sarebbero stati i santi, ma comunità di santi”. Il samizdat, che certamente in Russia ha contribuito al superamento del comunismo, ha sempre detto che il suo compito non era di combattere il comunismo, ma formare uomini nuovi, responsabili, consapevoli del valore di ogni persona, contrari ad ogni forma di violenza, disposti alla solidarietà in nome della verità e della libertà.
Anche nel Vangelo non c’è una parola contro la schiavitù che dominava, ma tutti convengono che lo stesso Vangelo abbia generosamente contribuito a superare la schiavitù.
La forza della fede quando fiorisce nella comunione fraterna, nelle “fraternità di santi”, come ha profetizzato Toniolo, “ salverà l’Europa”
Nessuno ha il diritto di condannare le campagne contro il male, ma “non possiamo illuderci”: nessuna condanna, soprattutto se si ferma alla condanna, è capace di sradicare il male alla sua origine. R.S.

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